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Turismo Emozionale, molto più che un ricordo

L'incontro che arricchisce il viaggio

Articolo di: Federica Piersimoni
Lettura: 2 minuti

Un viaggio che consideriamo ben riuscito è un viaggio che può comprendere diversi elementi e diversi incontri. Non necessariamente un viaggio meticolosamente preparato, prenotato a tempo debito, organizzato nei minimi dettagli è un viaggio più soddisfacente di un viaggio improvvisato. Che cosa davvero rende speciale un viaggio? Per cosa anche a distanza di anni ci ricordiamo di quel momento, di spensieratezza, di avventura o di arricchimento?

C'è una costante in ogni viaggio "ben riuscito", se ci pensiamo bene. La costante è la presenza dell'altro. Sono l'incontro con l'altro durante il viaggio, che sia uno sconosciuto o la riscoperta della persona che è già in viaggio con noi, a fare davvero la differenza. L'arricchimento culturale, per quanto importante e ricercato, non può sopperire alla necessità di incontrare le persone del luogo, i famosi locals di cui si parla tanto.

"Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta.“

Alexandra David-Néel

Le emozioni del viaggio

Gli ultimi anni ci hanno fatto capire molto bene che cosa interessa al turista quando si sposta da casa, perché fondamentalmente è quello che interessa tutti noi. Come sempre, quando pensiamo a cosa possiamo offrire di più bello a chi arriva in nuova destinazione, dobbiamo pensare a cosa a noi interesserebbe scoprire se fossimo di punto in bianco catapultati in un nuovo luogo, in una destinazione altra.

Ogni destinazione ha la sua specificità, le sue caratteristiche e le sue esperienze che il viaggiatore sempre ricerca. L'elemento gastronomico è il primo a cui si pensa in questi casi e, diciamocela tutta, in Italia non è nemmeno poi così sbagliato. Siamo bravissimi ad unire davanti al cibo. La pasta fatta in casa, la pizzata in terrazza, sono tutti elementi di condivisione e di arricchimento che il viaggiatore va cercando, ma non solo. Ogni località ha una sua bellezza da scovare e in cui coinvolgere il visitatore che si aspetta di trovare non tanto un servizio, quanto un'emozione da portarsi a casa come un ricordo prezioso.

"Il visitatore si aspetta di trovare a destinazione non tanto un servizio, quanto un'emozione da portarsi a casa come un ricordo prezioso." 

Federica Piersimoni

Turismo: sempre più esperienza

Non solo cibo quindi, ma esperienza su più livelli. Pensando a turismi specifici possiamo pensare anche ad esperienze degne di nota. Dobbiamo essere in grado di mettere il viaggiatore nella condizione naturale di sentirsi non tanto a casa, ma in un luogo ancora migliore (per quanto possibile). Un luogo di emozione pura, un luogo di incontro e di scambio. Ricercare la specificità non è un lavoro che si improvvisa, anche se le condizioni ambientali potrebbero suggerircelo. Nemmeno il mare più cristallino e la spiaggia più pulita possono provvedere alla mancanza di conoscenza del territorio ed empatia del personale.

Una nota finale va fatta assolutamente sui servizi, su quelli che prima abbiamo definito quasi secondari. I servizi perché, tanto secondari non sono. Il turismo emozionale funziona se c'è una base di accoglienza, di contenimento e quindi di apertura alle esperienze intorno alla struttura e alla località. La base di partenza non bisogna mai dimenticarsela perché è vero che un incontro può svoltare un viaggio anche quando le condizioni non lo permetterebbero, ma se le condizioni ce lo consentono e anzi ce lo auspicano, abbiamo messo la ciliegina sulla torta del soggiorno del nostro viaggiatore.

Editoriale di Maggio 2022

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