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Prenotazioni selvagge, l'estate che ci aspettavamo

L'estate della Riviera è iniziata: la Romagna è presa d'assalto (e va bene così)

Articolo di: Federica Piersimoni
Lettura: 3 minuti

In questi ultimi mesi, almeno qui in Riviera, la sensazione è quella di essere tornati al secondo dopoguerra, negli anni del Boom Economico, quando la Riviera Romagnola si apprestava ad accogliere tantissimi turisti. Allora (parliamo degli anni '50 e '60) la Riviera Romagnola era pronta ad ospitare tutti quei viaggiatori che, dato il crescente benessere economico, stavano scoprendo le vacanze (le famose "ferie"). Oggi come allora, la Riviera Romagnola porta tantissimi turisti e viaggiatori in vacanza e fa scoprire territori e luoghi ed è per tanti sinonimo di libertà.
La Riviera Romagnola fu una delle prime località balneari a costruire laddove non c'era tanto, a creare lavoro e accoglienza dove c'era già tutto: la natura e la bellezza del territorio. Rimini, che è la città balneare e turistica tra le più famose in Europa e a cui ci si ricollega sempre quando si parla di Riviera Romagnola, ha fatto da apripista, qui davvero il turista si è sentito a casa, quando ancora questa frase aveva un senso e non era abusata.

"Romagna, Romagna mia, Lontan da te non si può star!“

Raoul Casadei

Boom Economico: il benessere ieri e oggi

Nel secondo dopoguerra le città di Rimini, Cesenatico, Cattolica e tutte le altre si attrezzarono per ospitare persone che fino ad allora non si erano mai concesse un giorno di vacanza. Il Boom Economico ha portato il benessere sotto diversi punti di vista. Cos'è il benessere? Per anni abbiamo collegato questa parola al guadagno. Sto bene perché guadagno e solo implicitamente il benessere è quella cosa "sana" del sentirsi bene perché si sta bene e basta. Il Boom Economico in Romagna è sempre stato sinonimo di lavoro. Non ci si riposa o rilassa, si fatica e si lavora, si creano occasioni e connessioni, si è imprenditori con le vacanze degli altri.

Dal punto di vista imprenditoriale poco è cambiato, la Riviera lavora quando tutta Italia è in vacanza e gode delle famose ferie. Eppure il benessere oggi, o almeno la sua concezione, è cambiata radicalmente. Benessere non è più sinonimo di guadagno, è sinonimo di vita vissuta, piena, è sinonimo di godimento di uno stato di libertà. Questa nuova concezione la dobbiamo agli anni in cui non abbiamo potuto godere a pieno delle nostre libertà. Oggi il benessere viene definito da "quanto" si vive e non da come lo si fa.

" Il turista in Romagna si è sentito a casa, quando ancora questa frase aveva un senso e non era abusata." 

Federica Piersimoni

Gli anni post Covid: quali libertà ci lasciano

Non c'è nemmeno bisogno di spiegare quanto gli anni del Covid ci abbiano insegnato a godere di piccoli e grandi momenti e di piccole e grandi ritrovate libertà. Le vacanze sono state un momento sempre più sognato ma anche "diffuso". Non c'è più la classica vacanza, almeno non solo: oggi c'è la voglia di godere di ogni momento di libertà anche a casa, non solo in "ferie".

Gli anni del Covid nella memoria collettiva sono un momento indefinito di cui si ha il ricordo, ma non in modo preciso. Ad alcuni questo periodo è sembrato come sospeso, non riusciamo ad averne completa e piena memoria. Quello che ci ha lasciato però lo vediamo nella quotidianità e anche la reazione ad un periodo storico così intenso e assurdo è calibrata alla sua follia.
Riscattarsi da questo buio è doveroso e la percezione è che il benessere e la voglia di vivere che abbiamo trattenuto con il fiato in gola per tutto quel tempo, sia oggi qualcosa da non lasciare più scappare: per ogni momento di vita che sfugge e che decidiamo di vivere a pieno.

Editoriale di Giugno 2022

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