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Montebello, il borgo con il misterioso castello

Leggende e storia a Mons Belli, il Monte della Guerra

Articolo di: Redazione
Lettura: 3 minuti

A pochi km dal confine con lo stato di San Marino, vive la piccola realtà di Montebello, che a 463 metri sul livello del mare domina le valli del Marecchia e dell’Uso. Accederai al borgo fortificato attraversando una porta, e subito tutto apparirà chiaro davanti ai tuoi occhi: un antico mondo piccino, composto da basse abitazioni, una torre difensiva, qualche bottega e negozietto (contabili sulle dita d'una mano), la chiesa e il famoso castello, che attira la maggior parte dei visitatori.

I Romani, già all’epoca del III secolo, avevano capito che questo posto era quasi inattaccabile, e ne approfittarono per costruire la prima fortezza. Da qui potrai capire da dove deriva il vero nome di Montebello, non quindi chiamata così per la bellezza del posto, ma da Mons Belli, cioè il “monte della guerra”. Come tanti dei paesi prossimi a Rimini, anche questo capitò sotto la Signoria Malatestiana per due secoli, finché la famiglia dei Montefeltro, con un audace colpo di mano, espugnò la fortezza. Ritornò poi sotto i primi signori, che dovettero cederla nuovamente, fino ad essere aggiudicata alla famiglia Guidi.

Adatto a :

chi ama i borghi, ma soprattutto le leggende arcane

Mezzo :

a piedi

Durata :

una giornata

Periodo consigliato :

il periodo migliore è quello del solstizio d'estate

Lamenti o temporali?

Ogni cinque anni, esattamente il 21 giugno, i tecnici del suono effettuano registrazioni audio, perché si sentono particolari suoni. Scrosci violenti di pioggia, temporali, e grida di una bambina. All’ascolto di queste frequenze, le persone sentono rumori diversi, addirittura risate.

La chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa dell’antico borgo è dedicata a San Pietro, costruita nel 1732 per volere dei Conti di Bagno e ha resistito fino alla seconda guerra mondiale, che la danneggiò gravemente.

In seguito restaurata in parte, sorge proprio a ridosso delle antiche mura del castello e l’entrata è preceduta da una piazzetta dalla quale potrai godere di un magnifico panorama sulla Val Marecchia.

L’aspetto esterno è solenne, ti basta salire tre gradini per entrare dal portale di accesso a sesto acuto, simile alle due piccole finestre sulla facciata. L’interno ospita diversi dipinti e sculture. Noterai quella rappresentante la madonna col bambino. L’altare maggiore è decorato da un policromo settecentesco, un gioiello di virtuosismo prospettico.

Il medaglione centrale è abbellito da elementi policromi floreali e con il simbolo del santissimo sacramento.

La pala d’altare ospita un dipinto che raffigura i santi Pietro, Biagio e Andrea, che rappresentano le tre parrocchie intitolate ai loro nomi, nel territorio di Montebello. Nella controfacciata è presente una cantoria in legno dipinta con un organo del ‘700, invece all’ingresso è posta un’acquasantiera in pietra. Conclude l’edificio un campanile a vela.

La rocca dai mille anni

Costruita prima dai Romani come una semplice torre a pianta quadrata, evoluta in fortezza dai Malatesta, la Rocca ha 1000 anni di storia alle sue spalle, che ci racconta partendo dalla sua posizione.

E’ collocata a guardia d’una via, risalente la Val Marecchia, di grande valore strategico, dato che rappresentava il collegamento principale tra il Montefeltro e la Toscana.

Si tratta senza dubbio di uno degli edifici storici più interessanti della signoria, di tutto il territorio romagnolo. La grande particolarità, che potrai notare anche tu, è che le sue fondamenta poggiano proprio sul picco del monte.

Ha subito diversi interventi nel corso del tempo, principalmente di carattere militare, ma il mastio e parte della fortezza sono ancora quelli originali, risalenti all’anno 1000.

La residenza signorile invece è originaria della seconda metà del 1400, quando ai Malatesta succedono i Conti Guidi di Bagno, e a loro dobbiamo il salone nobile e i preziosi mobili contenuti al suo interno. La gita al suo interno ti riserverà mille sorprese, come arredamenti di pregio che vanno dal 1300 al 1700, rappresentando una panoramica unica su circa 500 anni di storia del mobile italiano. Inoltre noterai imponenti forzieri e cassapanche dipinte nel periodo dei crociati.

La leggenda della piccola Azzurrina

Il castello di Montebello però, nasconde una storia tramandata da anni, secoli e generazioni, che incanta migliaia di visitatori. La leggenda riguarda una bimba di nome Guendalina, che noi conosciamo come Azzurrina. La bambina nacque con i capelli albini, che all’epoca erano segno di discendenze demoniache. Per questo motivo, il padre Uguccione di Montebello, decise di proteggerla dal giudizio popolare, facendola sorvegliare da due guardie. D’altro canto, la madre cercò invece di tingerle i capelli di colore nero, ottenendo scarsi risultati, se non che i suoi capelli trattenevano alcuni pigmenti, dando alla chioma riflessi azzurri. Da questo ne deriva il suo soprannome. Precisamente il 21 giugno del 1375, in una giornata temporalesca, la bambina giocava con una palla di pezza nella fortezza, e ad un certo punto il gioco cadde lungo la scala che portava verso la ghiacciaia. Lei la rincorse per andare a prenderla, senza mai più fare ritorno. Purtroppo non abbiamo notizie certe sull’accaduto, non sappiamo se siano solo racconti cittadini della bassa Val Marecchia, o la pura realtà. Quello di cui siamo certi, è che per scoprire qualcosa in più su questa misteriosa e particolare storia, dovresti proprio andarci a fare una visita. Chissà se riuscirai a sentire qualcosa!

Informazioni per acquisto biglietti

Se vuoi visitare il castello e scoprire meglio la storia, ti interesserà sapere che sono aperti nel periodo estivo dal 1 giugno al 17 settembre, per la visita diurna tutti i giorni escluso il lunedì dalle 14:30 alle 19:00. Per la visita notturna la biglietteria è aperta dalle 21:30 alle 23.

Articolo di : Redazione

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