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Le Farchie di Fara Filiorum Petri: dalla terra al fuoco

La festa che conserva e tramanda l’identità di un paese

Lettura: 4 minuti

Fara Filiorum Petri è un paese ai piedi della Majella, circondato da colline e campi coltivati, nel cuore dell’Abruzzo più genuino, più sincero.

I faresi sono un popolo molto legato alla propria identità e alle proprie tradizioni. E lo dimostrano ogni anno, il 16 gennaio, in un incredibile celebrazione in onore di S. Antonio Abate: la “Festa delle Farchie”.

Questa è una di quelle giornate in cui l’emozione (e la tensione) sono palpabili, concrete, si respirano per le strade e tra la gente del paese. Mesi e mesi di preparazione pronti a svanire o ad essere acclamati in un solo pomeriggio. Si gioca tutto qui: l’orgoglio personale e la reputazione della contrada di appartenenza... non c’è spazio all’errore.

Sei incuriosito? Scopri con noi cosa sono le Farchie di Fara Filiorum Petri!

[Foto concesse dal profilo Facebook @farchiefarafiliorumpetri]

Adatto a :

Chi vuol scoprire una delle feste tradizionali più coinvolgenti d'Abruzzo

Mezzo :

A piedi

Durata :

Il 16 gennaio

Le Farchie 2021

L’edizione 2021 della festa è stata purtroppo annullata a causa della pandemia di Covid19. Ma questo non ha fermato l’amore dei faresi verso S. Antonio: una meravigliosa farchia illuminata da lampadine colorate ha brillato nel cielo del paese, ricordando a tutti che ci si può sentire vicini, anche in momenti di lontananza.

La leggenda che salvò il paese

Era il 1799, l’avanzata dell'esercito francese verso la vallata del fiume Foro era incessabile. I faresi erano pronti a combattere, ma non avrebbero avuto molte chance di sopravvivenza.

All’improvviso, un anziano signore in veste militare, dalle sembianze di Sant’Antonio Abate, apparve seduto proprio davanti ai soldati francesi... e i cavalli fermarono la loro avanzata. Le grandi querce che circondavano il paese presero improvvisamente fuoco, non lasciando altra scelta al generale nemico che quella di ordinare la ritirata: “Dove c'è il Santo non si entra”, furono le sue ultime parole prima di arretrare.


Per ricordare il miracolo che salvò il paese, ogni anno le 15 contrade di Fara trasportano una grande Farchia verso la piazza davanti la Chiesa del Santo, dove si accenderanno tutte insieme in un enorme fuoco, regalando ai cittadini e spettatori uno spettacolo veramente unico.

Una lunga preparazione 

Ma cosa sono queste “Farchie”?:  sono degli enormi fasci di canne legati strettamente tra loro, attorcigliati da grossi rami di salice rosso, lunghi 8 metri con un diametro di 80 cm. Sono anche molto pesanti: pensa che ognuna pesa circa 8 quintali!

I contradaioli iniziano la preparazione già dall’anno prima: le canne vengono raccolte e messe da parte per quasi un’anno, poi, dopo il periodo natalizio, si inizia al vero e proprio allestimento. Ogni contrada ha i suoi metodi differenti, ma tutti sono rigorosamente rispettosi della tradizione.

Una farchia ad hoc dev'essere composta da canne che appaiono uniche dall’inizio alla fine, ben strette, in modo che rimanga perfettamente in piedi una volta sollevata.

Un lavoro per niente facile, che richiede forza e abilità: il tutto viene infatti supervisionato dal “Capo Farchia”, un ruolo che spesso viene tramandato di padre in figlio.

Il giorno tanto atteso

È arrivato finalmente il 16 gennaio: da ogni contrada partono le farchie circondate da persone in festa (segnalando la partenza alle altre con dei fuochi d’artificio), con musica e canti che l’accompagnano fino alla meta finale.

Dalle zone più vicine al centro il carico viene trasportato seguendo l’usanza originale: in spalla! Un’impresa più facile a dirsi che a farsi, dato l’enorme peso da sopportare per arrivare fino alla Chiesa. Vengono infatti riuniti gli uomini più forti della contrada, che si daranno il cambio scanditi dai decisi ordini del Capofarchia.


Mentre gli adulti trasportano la loro farchia, anche i bambini si danno da fare, con una farchietta più piccola, preparata proprio da loro: le tradizioni, in fondo, è giusto coltivarle fin dall’infanzia!

Uno dei momenti più magici della giornata è proprio l’arrivo della Farchie nel piazzale: l’emozione di esser riusciti a trasportarla sana e salva fino alla meta finale fa scoppiare in lacrime di gioia molti dei contradaioli.

Tra baci e abbracci si procede all’innalzamento. Ma anche sollevarle in piedi non è per niente semplice: anche qui ci vogliono una decina di uomini, aiutati da un sistema di funi e leve che la spingono fino a issarla perfettamente dritta.

Fuoco alle micce!

È tutto pronto, l’emozione più grande della festa sta per arrivare: si accendono i fuochi!

Per dare fuoco alla Farchia le si avvolge una catena di petardi intorno, fino a raggiungere la cima, dove una fontana pirotecnica inizierà a bruciare le canne.

A volte può capitare che una Farchia non prenda fuoco bene, o che non si accendi proprio, tra gli sghignazzi delle altre contrade...ma non ci si abbatte. Il significato più profondo di questa magnifica festa sta proprio nella compagnia e nella condivisione che la anima. I faresi sono felici di accogliere gli ospiti e i “forestieri” con cibo, dolci, vino e canti.

Con il Fuoco che scalda il volto e il Vino che scalda il cuore, i festeggiamenti vanno avanti fino a fine serata, momento della premiazione della Farchia migliore: guardando la verticalità, l’allineamento delle canne e altri parametri, i faresi riconoscono il lavoro meglio svolto, ricoprendo d’orgoglio la contrada vincitrice.

Emozioni e tradizioni

La Festa della Farchie non è uno di quei soliti eventi da sagra di paese, e non è neanche soltanto una festa popolare...è molto di più. Una tradizione che lega un popolo alla propria terra, un luogo di autentica appartenenza. Una di quelle dove si riesce a vedere l’Abruzzo più naturale, genuino e coinvolgente.

È bello vedere i giovani delle contrade che si impegnano a portare avanti le memorie di un passato che non si vuole abbandonare, e che riesce ancora a commuovere ed emozionare.

Vieni a vivere la magia delle Farchie di Fara, ti sentirai ospite e testimone di qualcosa di grande, di importante.

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